Citatini, evViva Sant'Aita...
(che sarebbe poi Cittadini...Evviva Sant'Agata).
Oggi, 5 Febbraio, e' S. Agata, e questo qui sopra e' il grido di devozione che i cittandini di Catania rivolgono alla loro Santa, sventolando costantemente un fazzoletto bianco.
Catania celebra in onore della sua Santa Patrona due feste: la più importante e la più antica si svolge il 5 Febbraio in memoria del suo martirio, la seconda, introdotta nel 1126, si svolge il 17 Agosto per ricordare il il ritorno delle sue Reliquie da Costantinopoli a Catania.
La festa di Febbraio è preceduta da un periodo di preparazione che dura per tutto il mese di Gennaio, durante il quale, nelle chiese cittadine così come in altri luoghi della storia agatina, si susseguono molte iniziative religiose e culturali. Si arriva così ai momenti solenni della festa nei giorni 3, 4 e, soprattutto, 5 Febbraio, che è il giorno più importante. Dopo, trascorsa ancora una settimana di riflessione e di preghiera,
i festeggiamenti si concludono con l'Ottava il 12 Febbraio.
Tra le manifestazioni che precedono l'inizio ufficiale della festa, è ormai tradizione che l’Arcivescovo della Diocesi celebri una funzione per benedire i portatori delle candelore e i cittadini che indosseranno il “sacco”
votivo per condurre le Sacre Reliquie di S.Agata lungo i percorsi previsti per la processione.
Possiamo "racchiudere" i festeggiamenti cosi:
- 3 febbraio: in questo giorno si svolge la processione di offerta della cera, in segno di devozione. Ora, io personalmente ho avuto la fortuna di vederla "dal vivo" ed e' impressionante la marea di cera che puoi trovare per la strada...
- 4 febbraio: la Messa dell'Aurora. Una mare di gente invade la Cattedrale, uno dei momenti piu' suggestivi della festa, per seguire la funzione. Al di fuori invece, i devoti col tradizionale "sacco" gridano:
e ccu razia e ccu cori,
ppi santaituzza bedda
ca sta niscennu...
semu tutti devoti tutti!
Citatini! . .. citatini!...
Evviva Sant'aita...
Citatini!... citatini!
Dopo la messa S. Agata viene portata fuori dalla Cattedrale e dopo i fuochi d'artificio inizia il cerimoniale della sistemazione dello Scrigno e del Busto Reliquiario sulla Vara, che si compie al suono della campana di S. Agata, posta nel campanile del Duomo. Inizia poi il "giro" della santa, passando per Via Dusmet, Via Umberto, Piazza Stesicoro, e tante altre... Al termine, inizia la salita dei Cappuccini, uno dei momenti piu' spettacolari dei festeggiamenti. Il fercolo viene trainato di corsa e in salita dai devoti. Solo nel tardo pomeriggio la processione riprendera' molto lentamente, per terminare in Piazza Duomo.
- 5 febbraio: anche oggi S. Agata viene esposta alla venerazione della sua gente. In questa giornata si effettua il giro interno della citta', dove, tra le altre, in via Etnea, la Santa passa sotto un "tunnel" formato da numerosissime luminarie. Arrivati all'incrocio con la via di Sangiuliano si ha una lunga sosta, dove i devoti devono affrontare "a' 'nchianata di Sangiuliano" che è il momento più faticoso di tutto il percorso. Qui le candelore arrivano con abbondante anticipo rispetto al resto del corteo e danno vita ad un'appassionante duello fra loro. Vince chi resiste di più nella "nnacata" del cero.
Come per la "salita dei Cappuccini" anche per "la salita di Sangiuliano" vale l'avvertenza che i più anziani danno agli inesperti ragazzi che per le prime volte affrontano questa fatica.
Per evitare di inciampare l'uno con l'altro, infatti, oltre a tenere una velocità costante,
occorre tenere i propri piedi in posizione diversa da quella degli altri. Inoltre, al centro si piazzano a distanza relativamente breve, coppie di devoti che, a braccia allargate, impediscono che i due cordoni vengano a contatto. In questo modo, correndo, affrontano una salita molto ripida, trasportando la Santa fino in cima.
Questa e' una rapida e mooolto stringata descrizione della festivita' di S.Agata. Se volete avere piu' informazioni, vi bastera' cliccare su questo link http://www.cataniaperte.com/santagata/ (sito dal quale ho preso spunto e scopiazzato...).
Ovviamente, per assaporare la vera atmosfera di questi tre giorni bisognerebbe essere li...ma io che Catania ce l'ho nel cuore, non la vivo come la vive un Catanese d.o.c. :)